Il futuro è longevo, bisogna però organizzarsi

Il futuro è longevo, bisogna però organizzarsi

Ha avuto un grande presenza di pubblico il convegno “Il futuro è longevo: esperienze di invecchiamento attivo in Italia e in Europa” che si è svolto lo scorso 9 dicembre all’Aula Magna della Regione Emilia Romagna a Bologna. E dove è stata presentata l’omonima ricerca scritta da Assunta Ingenito ricercatrice di Ires Emilia Romagna per conto di Auser, Cgil e Spi.
“La longevità è una rivoluzione silenziosa che è ancora debole nel dibattito politico italiano – ha esordito Magda Babini, vicepresidente di Auser Emilia Romagna – mentre il mercato è più attento a presentare dei prodotti da consumare”.
Assunta Ingenito ha presentato una cinquantina di esperienze italiane ed europee che affrontano il tema dell’invecchiamento attivo nel campo dell’abitare, della salute, della cultura e nei rapporti tra le generazioni. “la longevità – ha detto – non deve essere vissuta come un peso economico da sostenere ma come una risorsa per la società e quindi occorre una nuova narrazione dell’anziano”.
Proprio questo aspetto ha sottolineato Bruno Pizzica, segretario generale di SPI Emilia-Romagna, affermando che “in questa regione abbiamo un esempio della partecipazione degli anziani alla vita pubblica attraverso associazioni, centri sociali, enti sportivi”.
Elisabetta Gualmini, parlamentare europea, ha invece sottolineato il fatto come la condizione dell’anziano sia multidimensionale e che la politica deve tener conto di queste differenze nella sua agenda.
“No alla narrazione della destra perché si basa sul razzismo e sulla misoginia” ha esclamato Francesco Martinelli, della Rete degli Studenti Universitari che ha dato un suo contributo da giovane alla questione dell’andamento demografico in Italia.
Silvia Giovannini, economista ha parlato invece di redistribuzione del reddito tra giovani e anziani dato che oggi i secondi sono favoriti e il patto pensionistico rischia di non reggere più in futuro.
Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia Romagna ha affermato invece che “ L’invecchiamento non deve rappresentare una paura per il futuro… e occorre assicurare degli strumenti come il Fondo per la non autosufficienza, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’istallazione degli ascensori…”.
Infine l’intervento di Luigi Giove, segretario generale della Cgil Emilia-Romagna per cui bisogna prestare attenzione agli anziani che non vivono al centro, ma che abitano sugli appennini o in zone rurali. “Siamo seduti su una bomba a orologeria demografica – ha affermato – e il tema dell’invecchiamento attivo è decisivo per il futuro dell’Italia”.

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